
Provola delle Madonie, un Presidio Slow Food. Da latte di vacca di razza Bruna, presenta la caratteristica forma a fiasco strozzato al collo. La filatura della pasta si effettua a mano e con l’aiuto di un bastone. Di sapore dolce e delicato. Formato: 1,200 Kg. Provola delle Madonie. Nel cuore del parco regionale delle Madonie, una delle zone più suggestive e ricche di biodiversità della Sicilia dove i monti e i boschi si aprono all’azzurro del mare, da secoli si produce un formaggio divenuto presidio Slow Food in cui si utilizza solo latte crudo intero: la Provola delle Madonie. Dalla forma tipica a fiasco panciuto e la crosta liscia e sottile, la Provola della Madonie ha un sapore dolce e delicato ed esprime sentori che richiamano il verde dei pascoli o l’erba appena affienata. La Provola della Madonie è un formaggio vaccino a pasta filata che ha la forma di un fiasco panciuto e la crosta liscia e sottile, di color giallo paglierino. Come per altri formaggi chiamati allo stesso modo, il nome “provola” sembra essere associato alla “prova” della pasta acidificata da parte del casaro, che verifica quando è pronta per la filatura. Oggi la sua ricetta è rimasta pressoché invariata e prevede l’adozione di sole tecniche artigianali. Ha un sapore dolce e delicato, che acquisisce i sentori dell’area in cui viene prodotta. Ecco come si fa la Provola delle Madonie: Per preparare la Provola delle Madonie, il latte crudo e intero si riscalda a 37-38°C nel tradizionale contenitore di legno. Si aggiunge caglio ovino in pasta. Una volta raggiunta la densità voluta, si rompe la cagliata in grani delle dimensioni di una nocciola e la si lascia riposare per un tempo variabile, versando acqua o siero caldi. Questa massa si aciuga su un tavolone di legno e tagliata in fette sottili che vengono poste nella tina e bagnate con acqua a 85°C. È a questo punto che si effettua la filatura della pasta. La si maneggia con le mani e con l’aiuto di un bastone. Quando raggiunge una buona elasticità si formano delle piccole pere che, legate a due a due e appese a cavallo di una pertica, stagionano per almeno 10-15 giorni in ambienti freschi e aerati.
Prezzo IVA inclusa
Provola delle Madonie, un Presidio Slow Food. Da latte di vacca di razza Bruna, presenta la caratteristica forma a fiasco strozzato al collo. La filatura della pasta si effettua a mano e con l’aiuto di un bastone. Di sapore dolce e delicato. Formato: 1,200 Kg. Provola delle Madonie. Nel cuore del parco regionale delle Madonie, una delle zone più suggestive e ricche di biodiversità della Sicilia dove i monti e i boschi si aprono all’azzurro del mare, da secoli si produce un formaggio divenuto presidio Slow Food in cui si utilizza solo latte crudo intero: la Provola delle Madonie. Dalla forma tipica a fiasco panciuto e la crosta liscia e sottile, la Provola della Madonie ha un sapore dolce e delicato ed esprime sentori che richiamano il verde dei pascoli o l’erba appena affienata. La Provola della Madonie è un formaggio vaccino a pasta filata che ha la forma di un fiasco panciuto e la crosta liscia e sottile, di color giallo paglierino. Come per altri formaggi chiamati allo stesso modo, il nome “provola” sembra essere associato alla “prova” della pasta acidificata da parte del casaro, che verifica quando è pronta per la filatura. Oggi la sua ricetta è rimasta pressoché invariata e prevede l’adozione di sole tecniche artigianali. Ha un sapore dolce e delicato, che acquisisce i sentori dell’area in cui viene prodotta. Ecco come si fa la Provola delle Madonie: Per preparare la Provola delle Madonie, il latte crudo e intero si riscalda a 37-38°C nel tradizionale contenitore di legno. Si aggiunge caglio ovino in pasta. Una volta raggiunta la densità voluta, si rompe la cagliata in grani delle dimensioni di una nocciola e la si lascia riposare per un tempo variabile, versando acqua o siero caldi. Questa massa si aciuga su un tavolone di legno e tagliata in fette sottili che vengono poste nella tina e bagnate con acqua a 85°C. È a questo punto che si effettua la filatura della pasta. La si maneggia con le mani e con l’aiuto di un bastone. Quando raggiunge una buona elasticità si formano delle piccole pere che, legate a due a due e appese a cavallo di una pertica, stagionano per almeno 10-15 giorni in ambienti freschi e aerati.